mercoledì 15 febbraio 2012

Falso d'Autore :"ANDROMEDA"



















Dopo "CRIMEN", le edizioni CIOE' dovevano varare una rivista di fantascienza "ANDROMEDA", interamente diretta da me e Dino Caterini. Preparai anche un mio personaggio fisso ZEN e due copertine.
Il falso d'Autore consiste che nella realtà oltre al disegno colorato del "MATTO" e allo schizzo"AUTORITRATTO", il resto: logo, prezzo, ingombro per gli strilli non esistono...li ho ricreati io per gioco(in stile col gemello Crimen)... probabilmente avrebbe chiuso pure questa testata dopo una manciata di numeri, ma io continuo a sognare...
purtroppo non posso scrivere
 ...to be continued...

27 commenti:

  1. Meglio la prima.

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    1. Non c'era da scegliere...se il progetto fosse partito, avrei colorato anche la seconda...tra i bozzetti di cover che preparai, un altro paio le ho riutilizzati in altra sede.

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  2. bellissime, e sai una cosa?
    ci vorrebbe proprio una rivista di fantascienza come Andromeda, che spazi dai fumetti\illustrazioni ai romanzi\articoli.
    E sono anche convinto che non avrebbe chiuso dopo qualche numero. La gente appassionata esiste, secondo me era un progetto notevole, peccato non sia andato in porto...

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  3. Ci sono concause...secondo me doveva uscire prima ANDROMEDA e poi CRIMEN...forse una delle due sarebbe sopravvissuta...su CRIMEN non avevo voce in capitolo, invece su Andromeda...
    Le edizioni CIOE' non erano molto convinte dei progetti...
    Sarebbe bello riproporre oggi Andromeda, ma esiste un editore tanto coraggioso?

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    1. secondo me da qualche parte esiste, se penso che esiste una rivista come "Robot" da decenni, posso anche pensare che ci sia qualcuno pronto a scommettere su "Andromeda", bisogna solo stanarlo :)

      per rispondere anche a Luigi Bicco: Cyborg era bellissima, ma troppo di nicchia, troppo hard.
      basterebbe qualcosa di più ampio respiro per coinvolgere più lettori. I generi fantascientifici sono infiniti!
      Io ad esempio adoro lo SteamPunk e il DieselPunk, e non c'è nulla di ciò nell'editoria...

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    2. Io amo la fantascienza in generale, perché con essa puoi raccontare tutto e denunciare...senza passare guai, modi, politiche e pessime abitudini social-partitiche-religioso...Carlo, se tu riuscissi a trovare l'editore, non solo faresti un favore a tutti gli amanti del genere, ma...non mi stupirebbe vederti camminare sulle acque...

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    3. guarda, io e l'acqua abbiamo un pessimo rapporto, quindi diciamo che semmai dovessi trovare l'editore (ipotesi fantascientifica, appunto) mi piacerebbe partecipare in qualche maniera, senza scopo di lucro, solo per il puro piacere di realizzare qualcosa per un progetto così interessante. affare fatto? :D

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    4. Se vogliamo credere ai sogni...AFFARE FATTO!...ma nel caso: nessuno dovrebbe lavorare gratis...Ci si potrebbe venire incontro agli inizi, ma poi una volta decollato il progetto, tutti dovrebbero raccogliere i frutti..

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    5. Intervengo solo per sottolineare che il diesel-punk è un genere che trovo estremamente affascinante (lo steam, già meno...)e che in Italia è totalmente vergine. Agli autori in ascolto, affermati e non, fateci un pensierino ;-)

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    6. esatto, territorio vergine! io per conto mio ci sto già lavorando, ma solo per piacere personale, il problema come diceva Pino non sono tanto gli autori, quanto gli editori.
      La maggior parte di loro è ancora fossilizzata ad una fantascienza stile manga giapponese, che ormai ha contaminato tutto, ma che ha anche ampiamente stufato
      gia dall'epoca di Legs Weaver. Se devo leggere fantascienza stile manga allora mi prendo ghost in the shell!
      Quello che dico da anni è: tiriamo fuori una sana e genuina fantascienza italiana, che ne abbiamo tutte le possibilità, come hanno già fatto molti autori di romanzi, che ora sono riconosciuti in tutto il mondo.

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  4. Da appasionato di fantascienza a tutto tondo, mi sarebbe piaciuto averla sotto gli occhi fatta e finita. Ma fatico a credere che una rivista contenitrice di genere potesse riscontrare successo. Illustri predecessori (anche di una certa qualità) come Cyborg o Hyperion, hanno poi inevitabilmente chiuso i battenti. I fan della sci-fi sono meno di quanto si pensi, evidentemente. Una progetto in edicola in più come Andromeda, però, non mi sarebbe certo dispiaciuto.

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  5. E' bello accorgersi di avere un pubblico di persone attente e preparate...Senz'altro avrai notato che le riviste contenitore di fantascienza, come CYBORG che citi, sono monocorde...trattano solo ed esclusivamente un unico tipo di fantascienza...il mio progetto no!...avrebbe preso tutti gli stili i generi e tematiche che la fantascienza offre, da quella più colta di DICK e ASIMOV a quella più d'evasione di BOURROUGHS a quella terra terra di Pino Rinaldi...avrei tentato di accontentare tutti...ricordati(come affermazione ti sembrerà astrusa) ci sono molti più cultori della fantascienza di quanti essi stessi sappiano...

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    1. Sci-Fi is everywhere, insomma :)
      Mi piacerebbe crederci. Ma non è detto che non sia così come dici, in fondo. Cyborg era in effetti molto incentrata sui futuri distopici e post apocalittici, ma soprattutto su un certo tipo di cyberpunk. Su Hyperion trovavano spazio però diversi sotto generi oltre la sci-fi classica come la space opera e la science fantasy.
      Però il tuo accostamento Dick/Burroughs mi avrebbe solleticato le papille non poco.

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    2. Io mi associo a Carlo quando afferma che in Italia ci sarebbe l'humus per una prestigiosa scuderia d'autori di fumetto di fantascienza...altrettanto non vedo tra gli editori...sono rimasti a Flash Gordon, o alle pallosità mortali di Nathan Never...ci vorrebbe un Fanucci del fumetto... chissà se lui fosse disposto ad investire nella nona arte...ma non credo, altrimenti ci avrebbe già provato...forse l'editrice Nord, in passato ha stampato qualche libro in tema...No, la vedo dura!!!!

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    3. Il discorso è sempre il solito secondo me Pino...
      Cioè se in Italia, tolti i soliti editori noti, si continua a fare il ristampatore e non gli editori a tutto tondo che rischiano, tanti progetti rimarranno sempre nel cassetto...
      Poi se a questo si aggiunge che quei pochi editori (o presunti tali) che "rischiano" non ti pagano...o lo fanno(se lo fanno) solo in caso di pareggio e di attivo...ma questo solitamente è già fantascienza di suo!

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    4. Io intendevo veri editori...E' nel lavoro dell'editore rischiare, non in quello degli autori, altrimenti, tanto vale unire gli sforzi e auto prodursi,almeno non regali soldi ai sedicenti editori.
      Comunque secondo il mio parere ci sarebbe bisogno di un po di sana e robusta fantascienza...non racconti di guerra o pseudo-sociali travestiti come tali(spesso anche male!).

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    5. Gli editori badano al sodo, cioè ai soldi. Al ritorno economico. Punto. Rischiare non è nella loro natura, altrimenti non si spiegherebbero scelte editoriali come lo stampare libri come quelli di Enzo Ghinazzi in arte Pupo, poco prima dell'inizio del festival di Sanremo. E stiamo parlando di un grande editore... Credete davvero che reinvestirà i soldi per produrre opere di scrittori esordienti o opere di nuova concezione? Io penso proprio di no. Quale carta resta per chi vuole produrre qualcosa di nuovo, dunque? L'autoproduzione. Ormai con la globalizzazione e Internet si possono vendere i prodotti dell'ingegno bypassando gli editori e gli agenti, con guadagno pieno per gli autori... Sto orientandomi su questa strada e non solo per i libri.

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    6. Ci sono stati editori lungimiranti.
      Sergio Bonelli investiva le ottime entrate di Tex Willer per produrre del nuovo, qualcosa gli è riuscito, vedi DYLAN DOG, altro meno.
      Non sono molto convinto dell'auto produzione, o si è artisti, o commercianti, è molto, ma molto difficile essere ambedue...Scordi la vera bestia nera della editoria :"la DISTRIBUZIONE". Molte opere sono fallite, non per lo scarso apprezzamento del pubblico, ma per cattiva o disonesta distribuzione. Distributori disinteressati o corrotti hanno mietuto molte vittime...

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    7. SIsi verissimo avete ragione entrambi(Pino e Mario), giustissimo che ormai con la globalizzazione e Internet si possono vendere i prodotti dell'ingegno bypassando gli editori e gli agenti, ma la distribuzione da chi la fai fare!? sapete quanto costa farsi distribuire il tuo prodotto da una pan distribuzione o da una pegasus qualsiasi!? e per un microscopico stand, più poi le spese per vitto e alloggio!?

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    8. Amazon non è né Pan né Pegasus... Con un codice isbn si può vendere qualsiasi cosa nel circuito delle librerie Feltrinelli.
      Sfuggire a questo giogo da medioevo si può.

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    9. @ALESSIO:
      e non è detto che lo distribuiscono a dovere...
      @MARIO:
      Non tutti, e non molti comprano tramite internet...molte persone diffidano da qualcosa che non "vedono" prima...qualcosa di cui non hanno la prova fisica della sua esistenza...altrimenti tutti comprerebbero tramite POSTALMARKET...

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    10. Quello si può ovviare con un blog e/o un sito come questo. Con una pagina Facebook nella quale si postano degli inediti, delle pagine con la creazione della storia, i model sheets dei personaggi, postando dei booktrailer su youtube... Fermo restando che io pure non sono molto convinto delle potenzialità degli e-book rispetto ai libri di carta (e dei fumetti) sono convinto che la multimedialità possa risolvere gran parte dei problemi che avvitano l'editoria a fumetti su se stessa.

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    11. Mario aggiungi anche le spese di spedizione alla distribuzione tramite Amazon, io sarei piu propenso a fare una cosidetta "autoproduzione" canonica allora, come proponevi tu!
      Io l'ho già vissuta parecchi anni fa un esperienza del genere, considerando i tempi e la concorrenza non ci andò malissimo!

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    12. Alessio, se la cosa ti interessa davvero, credo d'avere la proposta giusta. Se vuoi qualche delucidazione, ti lascio la mia mail: mario964@yahoo.it

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  6. Risposte
    1. Sono io di mattina allo specchio, dopo essermi lavato i denti... non mi avevi riconosciuto?

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    2. in effetti i denti sono smaglianti e luccicanti.

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