domenica 10 giugno 2012

1980: SKORPIO#7 "Sei candele per il Don"






























Dopo la consegna de "LO SCONOSCIUTO", il mio primo lavoro da professionista per una vera casa editrice di fumetti, mi sembrò ancora più strabiliante che ce ne dessero un secondo da realizzare.
"SEI CANDELE PER IL DON" Una storia assurda dove si ventilava una possibile guerra generazionale tra il vecchio boss ROCCO TAMARA, persona proba, colta e con un'etica morale, contro i giovani senza scrupoli...
VA Bé...Ricordo che qualche anno prima uscì il film del "PADRINO", dove tutto sommato descriveva una mafia "simpatica", in cui il padrino era più un buon padre che un feroce delinquente...Sono convinto che quel libro e il film derivato abbiano fatto più male che bene all'immagine dell'Italia( o degli italo-americani) nel mondo.
Mancava nella sceneggiatura della storia la descrizione dei personaggi...ogni tanto trovavo un "PUDDU", e non capivo cosa fosse...fino a quando Rocco non dice "Figlio mio..."
Non sempre i ruoli tra me e mio fratello erano rigidi, a volte anche lui disegnava le matite  , come la pagina nove di questa storia....io invece con lui non ho mai inchiostrato ...lo facevo per conto mio.
Per la prima volta, e per me fu una gioia, mi venne copiato un disegno il P.P.della vignetta 5 della pagina 6...ho sempre pensato che lo sconosciuto disegnatore(Poi scoprii chi fu, ma non ve lo rivelerò!) fosse messo troppo male per "appoggiarsi" a me...Ma ero felice, mi sentivo già un "MAESTRO".
Non avemmo molto da correggere e per i curiosi,  la foto del futuro genero di Don Rocco nella seconda pagina era il ritratto di mio fratello RINO.
Il disegno non è nulla di che...ma denota parecchie idee e un Pino Rinaldi embrionale, che si svilupperà in seguito...        ...to be continued...

38 commenti:

  1. Questa storia non me la ricordo e vista la data può darsi che non l'abbia nemmeno mai letta (invece "Sopwith Camel" - se si chiamava veramente così - ce l'ho ancora abbastanza impressa nella memoria).

    Forse sono influenzato da quanto avevi già scritto, ma mi sembra che si notino influenze argentine/garciaseijasiane.

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    1. SOPWITH CAMEL fu la mia quarta storia.
      Mi divertii parecchio nel disegnarla, tanto da farci anche una doppia pagina. Uscì su Lancio-Story e non su Skorpio.
      Le influenze argentine in "SEI CANDELE PER IL DON"(e non solo li.) ci sono, erano più da parte di mio fratello che mie...lui era tendente all'europeo-argentino...io invece, ancora non sapevo cosa fossi...

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    2. Di "Sopwith Camel" ricordo principalmente gli aerei, dettagliatissimi.

      Certo che, riflettendoci, l'Eura dovrebbe mangiarsi le mani a pensare a quanti autori italiani non ha saputo o voluto tenersi vicini. E' vero che gli argentini erano eccezionali e sicuramente più vantaggiosi economicamente, ma i nomi di Saudelli, Rotundo, Eleuteri Serpieri, Torti, Ferrandino, Milazzo (che quando pubblicò "Welcome to Springville" non era ancora famoso) altri editori hanno saputo sfruttarli a dovere raccogliendo quello che l'Eura aveva seminato anni prima.

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    3. L'EURA dell'epoca era molto diversa da quella attuale, A parte SERGIO LOSS che proveniva dalla UNIVERSO(quelli dell'INTREPIDO e MONELLO), gli altri non capivano una "acca! di fumetto. RUGGERO GIOVANNINI l'art director dell'epoca era un semplice stipendiato,con in testa l'obbedienza al padrone e alcuni stilemi dogmatici sul fumetto...figurati che avemmo un acceso diverbio sulla(secondo me) indiscussa bravura di GIANNI DELUCA...mi sforzo, ma non riesco a ricordare se mi avesse parlato mai bene di uno solo degli autori emergenti dell'epoca.
      Paolo Eleuteri Serpieri già se ne era andato, e Saudelli, Rotundo e Cossu(che avevano lo studio insieme) iniziarono a disegnare "GIORNO SENZA FINE", FERNANDO MERCURIO mi disse che ufficialmente appariva Saudelli, ma erano in tre a farlo per garantire la puntualità sulle scadenze delle consegne...se poi sono balle, prendetevela con F.Mercurio.
      Torti muoveva i suoi primi passi e Berardi e Milazzo già facevano Ken Parker.
      Mignacco venne tenuto a battesimo da me.
      Gli argentini costavano la metà di noi ed erano tutti autori affermati e calibrati...per chi non ne capisva niente di fumetti fu facile fare "DUE PIU' DUE" e cacciare tutti gli italiani...ma poi per fortuna le cose cambiarono.

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    4. "Welcome to Springfield" venne pubblicata molto dopo la nascita di Ken Parker e la realizzava Renzo Calegari, un altro grandissimo autore che non ha avuto la fortuna di vedere riconosciuta la sua bravura presso il grande pubblico. Saudelli deve praticamente tutto all'Eura, come pure Serpieri, con i suoi spettacolari western (dove però gran parte dell'ottimo lavoro che faceva era dovuto alle sceneggiauture). Lanciostory e Skorpio devono gran parte della loro popolarità e diffusione ai fumetti dei maestri argentini ma sarebbero stati poca cosa se non vi fossero stati questi "talenti" indigeni a tappare le falle della produzione sudamericana. In nuce ci vedo molte delle tue soluzioni narrative e grafiche sviluppate anche sui comic books americani. Eri indubbiamente avanti per la produzione media di allora, amico mio...

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    5. Sarò stato avanti coi tempi, ma non mi vennero mai riconosciute le mie "innovazioni" grafiche...se ne appropriarono in seguito autori più blasonati di me...forse le potrò reclamare oggi, ma non mi interessa.

      All'epoca l'Eura era una vera e propria fucina di nuovi talenti, di cui molti si persero per strada, ma i sopravvissuti , sono diventate delle vere firme nell'ambito del fumetto italiano.
      Non credo fosse merito della casa editrice, ma la tenacia di quei ex.ragazzi nel realizzare i propri sogni...Eravamo insieme io e MARCO SOLDI quando ci consigliarono di prenderci un periodo di riposo.

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    6. Io ricordo che Springville e Ken Parker erano praticamente contemporanei come uscite: nel sondaggio sul gradimento dei lettori di Skorpio del 1978 (unica annata "classica" che possiedo completa) Springville era tra quelle a rischio di chiusura.
      Ma potrei benissimo ricordare male io e confonderla con qualche altra serie!

      Grazie per lo scoop sul lavoro d'equipe su "Giorno senza Fine", Pino, questa storia proprio non la sapevo! Sarà per questo che nessuno ha mai ristampato quella serie?

      Tra le altre grandi scoperte dell'Eura io ricordo con molto piacere Emiliano Simeoni. Pare che anche Sicomoro abbia esordito sulle pagine di Lanciostory o Skorpio, ma di suo non ricordo niente...

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    7. Sicomoro fece una manciata di western, incrociando Eleuteri Serpieri con Luis Garcia. I SIMEBIA, allora Simeoni lavorava in tandem con la fidanzata, non ricordo il cognome di lei...Fecero oltre a dei liberi anche la serie che avrebbe preso il posto di "GIORNO SENZA FINE", si svolgeva in una Roma del futuro,li incrociai una volta in redazione. Io ricordo prima Ken Parker e poi Springville, ma come disse il mio caro amico MUZIO SCEVOLA, non ci metterei la mano sul fuoco...

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    8. "Progetto Eden"! Un'altra serie che mi piacerebbe vedere ristampata come "Giorno senza fine", anche perchè non le ho lette integralmente.

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    9. .@LUCA:Sarà per questo che nessuno ha mai ristampato quella serie?

      Ricordati che all'epoca noi firmavamo all'Eura un contrattino in cui cedevamo tutti i diritti.
      Mi sembra che la ristamparono come inserto da rilegare e che vinse pure parecchi premi...a parte il disegno incerto ed approssimato , a me piacque e non poco...

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    10. SIMEBIA = Emiliano SIMEoni + Teresa BIAgioli

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    11. Li conobbi all'epoca, erano fidanzati. Una coppia simpaticissima.

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    12. Teresa Biagioli che poi fece la colorista per Comic Art colorando anche Rotundo e nientemeno che Manara, giusto?

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    13. Credo... non li ho più incontrati. Subito dopo l'Eura implose e si avvalse solo della collaborazione degli argentini e di diritti comprati dai francesi...Se ci fosse un libro sulla storia del fumetto italiano, quello fu un capitolo di lutto.

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    14. Sì Luca, proprio lei.

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  2. ci sono inquadrature fantastiche! e mi piace la composizione di alcune tavole molto particolari.

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  3. All'epoca non potendo offrire un bel disegno, abbellivo il tutto con molta fantasia.

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    1. non sono d'accordo perchè è anche disegnata bene a mio parere!
      e complimenti anche a tuo fratello Rino!

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    2. Se fosse ancora vivo ti ringrazierebbe-
      All'epoca quando si pronunciava il nome della premiata ditta "PINO & RINO RINALDI", gli addetti al mestiere storcevano il naso. Le riviste specializzate e le manifestazioni fumettistiche ci snobbavano...non avevamo alcuna gratificazione morale. Facevamo fumetti solo per passione e per poter dimostrare un giorno che non fossimo noi a sbagliarci.
      RUGGERO GIOVANNINI, l'art director dell'Eura, mi consigliò più volte di cambiare mestiere.

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    3. mi dispiace tanto per tuo fratello non lo sapevo.
      per fortuna hai continuato per la tua strada, regalandoci delle bellissime tavole a fumetti.

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    4. Mio fratello è morto una decina d'anni fa per un infarto, ed aveva abbandonato da tempo il fumetto scegliendo un lavoro ben più remunerativo, essendo dottore commercialista. Ci dividemmo dopo l'esperienza dell'EURA ,Rizzoli . 1984 e Omega. Mi dispiace che non abbia visto quest'ultima pubblicata.
      Io cominciai la carriera da solo con la Sergio Bonelli Editore...da allora ho sempre mal digerito qualunque estraneo avesse voluto mettere mano sui miei disegni. Non perché siano capolavori, ma perché ogni singolo segno di cui sono composti sono parto di una lunga e faticosa gavetta...nei miei disegni, nulla è messo a caso...

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  4. Bello vedere come disegnavi agli inizi!

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    1. Mi piacerebbe sapere che cosa sia rimasto, evoluto o scomparso nel mio disegno di oggi...

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  5. Mi piace molto l'idea di pagina 10.

    Di Skorpio dell'epoca ricordo soprattutto l'orribile lettering, e la pessima abitudine di colorare una pagina sì e una no (ma lo faceva anche Topolino ai tempi! ).
    Non mi ricordo quale era la rivista che metteva le donnine nude, forse IL MONELLO ? Le donnine erano la ragione per cui io dovevo procurarmi i giornaletti di nascosto da mia nonna... ma che bei fumetti! :)

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    1. Anche che belle donne!
      Nel periodo dei miei esordi nelle copertine di Skorpio c'erano sempre delle foto di attrici più o meno vestite, mai nude. Grazie per la pagina 10, ma all'epoca le mie idee non venivano gradite...ogni volta mi si chiedeva di adeguarmi agli altri. Una volta Fernando Mercurio mi disse: "Lancio-Story e Skorpio non sono monografie di Pino Rinaldi!"Il mio ego le avrebbe gradite, ma non era quello lo spirito che mi muoveva...era, ed è tutt'ora un mio modo di fare fumetto...Non riesco a disegnare una storia seguendo gli stilemi canonici, la mia firma in qualche modo(spesso anche criptata) la devo mettere.

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  6. Molto interessante. Il proprio stile e pesonalita' la si raffina e la si elabora con il tempo e macinando tavole ed esperienze. Il tutto e subito e' qualcosa che non mi ha mai convinto.
    In un certo senso trovo anche giusto e confortante (da disegnatore) che un "mostro" di bravura come te, sia passato da un evoluzione.

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    1. Ciao Guglie, benvenuto nel mio blog. Diffida sempre dai "nati imparati", dai giovani "autodidatta", grattando, grattando si scopre che non è mai così. Il talento deve esistere alla base ed essere connaturata all'artista fin dalla nascita, ma la tecnica e come poter realizzare al meglio il proprio talento ci vogliono anni.
      Un maestro coscienzioso può accorciarti la strada...senza devi sbagliare per imparare...

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    2. P.S.
      Per chi non sapesse chi sia "GUGLIE" al secolo SIMONE GUGLIELMINI, consiglierei di farsi un giro sul suo blog. Troverete il suo link tra i miei amici!

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  7. Chissà che non l'abbia in qualche scatolone questo polveroso numero di Skorpio.
    Ho sempre odiato l'alternanza del colore al bianco e nero, probabilmente avrei preferito il tutto monocromatico.
    A guardarla bene, non si può certo dire che anche tuo fratello fosse l'ultimo, con la matita in mano.
    Mi piace la tua frase: nei miei disegni, nulla è esso a caso.
    A chi la coglie, dona un senso di sicurezza, le parole di un maestro che ne ha passate tante e continua, nonostante tutto, ad avere dentro quel fuoco della passione che lo spinge a sperimentare, giorno dopo giorno. Insomma è confortante da sentire.
    Trovo affascinante la tavola della morte, probabilmente una costruzione della tavola che non sarà stata ritenuta "classica" da quei ciarlatani delle alte sfere.

    Christian Ragazzoni

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    1. Come ho già scritto, la differenza tra me e mio fratello era di temperamento: lui europeo-argentino, io americano; lui pignolo, io più creativo...sarebbe stata un'ottima coppia di professionisti se non avessimo avuto due caratteri molto forti, che periodicamente facevano scintille...litigavamo molto spesso, per certe visioni diametralmente diverse sul fumetto...e di tanto in tanto uno doveva concedere all'altro e viceversa...
      Certe mie scelte "creative", come la pagina della morte di don Tamara, non vengono accettate tutt'ora, da molti operatori del fumetto europeo...perciò non erano cialtroni quell'Eura all'epoca...ero(e lo sono tutt'ora) strano io.

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    2. Se per strano intendi visionario e capace di tradurre in immagini formidabili nuovi concetti, allora viva gli strani!

      In tutti i rapporti, costruiti tra due persone di carattere, ci sono discussioni e l'arrivare a compromessi - una volta cedo io, una volta cedi tu - fanno parte del buon senso e dell'aprirsi a chi si vuole bene. Mi vengono in mente le epiche discussioni con mio padre, praticamente quotidiane sul lavoro... caratteri forti, orgoglio e tanto altro... ma queste cose non interessano a nessuno, scusate l'OT.

      Christian Ragazzoni

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    3. Invece interessano a me...Le discussioni tra padre e figlio, è questione di tempo, e poi con l'esperienza le visioni possono arrivare a convergere; mentre tra fratelli, il tempo fa crescere e percorrere strade diverse...lui divenne sempre più europeo-argentino, io americano che si adattava all'europeo-argentino per sopravvivere. Doversi dividere fu inevitabile.
      Non eravamo come i fratelli CESTARO, che senz'altro litigheranno, ma hanno la stessa visione del fumetto.

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  8. Se si pensa la data in cui sono state realizzate,lo dico e lo ripeto ,eri un passo avanti.La ricerca di anatomia nei personaggi,espressioni facciali,lo stile era di quel periodo.
    Grande rispetto per dove sei arrivato.

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    1. Il mio problema dell'epoca, era che la mano non riusciva a realizzare quello che la mente concepiva!

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  9. Ciao!
    Curiosità: quali sono le tavole che ti sei, oltre che disegnato, inchiostrato? O son tutte chine di Rino?

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    1. Io ufficialmente ho iniziato ad inchiostrarmi da solo con la Sergio Bonelli Editore con il M.Mystère "CACCIA ALLA STREGA".Del mio primo periodo Eura, non c'è nulla di inchiostrato da me(almeno così ricordo).

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  10. il disegnatore che copiò la vignetta era-è straniero? ^__^

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  11. Quello di cui mi sono accorto io,no!...anche perché i miei disegni del primo periodo Eura, credo fossero visti solo dai collaboratori della stessa casa editrice.

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