lunedì 7 gennaio 2013

1980: SKORPIO #14 "L'Ultima Carta"


Riprendiamo il corso naturale del mio blog... ero stato ultimamente distratto da avvenimenti e date apocalittiche che per fortuna o meno, non si sono avverate... Sicuro come le tasse  che ora si affaccerà alla finestra un altro idiota che ci vaticinerà una nuova data... se non moriremo prima, gli faremo tutti insieme un ola di merito:"SCEMO!SCEMO!..."
Non ero nella pelle, l'Eura Editoriale ci diede un nuovo racconto da disegnare, il terzo. Ricordo ai distratti e a chi segue solo da ora il mio blog, che all'epoca, il 1980 lavoravo in tandem con mio fratello RINO. Io alle matite, lui alle chine.
Non ho particolari ricordi in merito, tranne che andando a fotocopiare gli originali, "rimorchiai" una bella ragazza,( a quell'età si è tutti belli... La famosa bellezza dell'asino.) o forse fu lei a rimorchiare a me, esaltava la sconvolgente meraviglia dei miei disegni (?)... o era cieca, oppure...
Qualcuno all'epoca mi diede un merito di cui non ho : aver rappresentato il primo gay sulle pagine di un fumetto  popolare italiano... il rigattiere riccioluto di pagina 11... Sinceramente non lo so... non era nelle mie intenzioni disegnare gay... ma tutti (molti) affermavano il contrario. Insistetti spiegando che per me già era duro disegnare un maschio, figuriamoci un gay... ma non  vollero credermi, alla fine cedetti e confessai il falso.
Mi censurarono il simbolo maschile e femminile sulle magliette dei protagonisti nell'ultima vignetta dell'ultima pagina. Chiesi spiegazioni, ma non mi diedero risposta... forse qualcuno, in quei periodi così turbolenti partiticamente, li scambiò per qualche simbolo di partito politico...
Di tanto in tanto vedrete dei riferimenti ad ALEX RAYMOND, per l'esattezza a JOHN PRENTICE, il successore di Raymond su RIP KIRBY. Non lo feci io, ma  mio fratello , grande ammiratore del disegnatore. Io non lo tolleravo, temevo che ci accusassero di copiare... l'avessero fatto, almeno qualcuno si sarebbe accorto di noi... e non del (non)gay.     ...to be continued...

11 commenti:

  1. Curioso l'aneddoto sulla censura. Mah, chissà cosa ci hanno visto. Certo che quei colori erano veramente dati in fretta e furia.
    In certi dettagli come il tratteggio leggero e certe posture mi è sembrato di cogliere un po' di Garcia Seijas.

    (perchè le immagini non mi si aprono normalmente ma devo prima scaricarle? é solo un problema mio?)

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    1. La colpa è mia... Ho terminato dopo un solo anno, lo spazio magazzino del blog, avendo postato molte immagini in ottima qualità.
      Ora uso come magazzino DeviantArt, e li non ci sono problemi, oppure Drop Box, e qui invece devo affinare la tecnica...
      I colori all'epoca erano dati da persone che volevano arrotondare lo stipendio, essendo magari dattilografi... non è una iperbole, me lo dissero loro.
      Si stupirono non poco quando cominciarono a pubblicare storie colorate dagli autori, notando la netta differenza qualitativa dell'opera e di preferenza del pubblico.
      Non c'era poco Garcia Seijas, ma tanto Garcia Sejias. Non immagini la goduria oggi nel ridisegnare i simboli rimossi... Spero che qualcuno riesca a spiegarmi la logica di quella censura.

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    2. E io che pensavo che i colori li facesse Giovannini...

      Per i simboli, chissà... magari nello stesso numero c'era un altro fumetto in cui comparivano e non volevano confondere i lettori (è successo con l'adattamento di alcuni nomi) oppure non ne conoscevano il significato, anche se mi sembra difficile, e saranno sembrati corpi estranei ininfluenti sulla storia che avrebbero confuso i lettori. Che all'epoca erano ancora tantissimi, tra l'altro.

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    3. Erano simboli ininfluenti, proprio come tale potevano restare.Che senso avrebbe cancellare la greca sul maglione di Charlie Brown?
      Giovannini, si interessava una volta a settimana dei rapporti con i disegnatori,tutto il resto era di competenza della redazione( proveniente dai fotoromanzi, tranne Sergio Loss, che si occupava dei testi e di redazionali).
      Quando inizia a collaborare con l'EURA EDITORIALE, Giovannini non c'era, tornò, parecchio tempo dopo,poco prima del mio abbandono. Mi salutò consigliandomi di cambiare mestiere. Secondo lui, io non sarei mai diventato un vero disegnatore di fumetti... All'inizio ci rimasi male, ma poi il giudizio divenne reciproco...
      La mia collaborazione con loro, terminò per "tagli" al personale. Si accorsero che risparmiavano a far lavorare gli argentini, la loro valuta costava molto poco... a tutti gli italiani venne consigliato di prendersi una lunga vacanza.

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    4. Accidenti, che simpatia Giovannini... però da quello che ricordo era veramente uno dei disegnatori italiani migliori del primissimo Lanciostory, anche più bravo di un Eleuteri Serpieri che stava ancora cercando la sua strada (parlo dei primi 2-3 anni). Certo, è anche vero che le donnine sullo sfondo dei suoi Biondo e Rampino ricordavano molto quelle di Del Castillo!

      Da quanto è scritto su di lui da Wikipedia pare che effettivamente ebbe un ruolo alla Lancio meno incisivo di quello che immaginavo. Lavorava in contemporanea anche per il Giornalino.

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    5. Io parlo del mio rapporto con lui, che non fu tra i più idilliaci. Avevamo due concetti diversi di vedere il fumetto.
      Una volta mi chiese se ci fosse in Italia un disegnatore che mi piacesse...lui esortava(diceva per imparare) a copiare... io risposi GIANNI DE LUCA. Lui sentenziò che DeLuca non era un disegnatore di fumetti. Io non d'accordo controbattei che invece aveva vinto proprio allora un PREMIO YELLOW KID e lui, e questa non l'ho capita, che esistono disegnatori di fumetti e da "premi". Sarò prevenuto ed ottuso, ma mi sembrò una offesa.
      Giovannini era un buon artigiano dei fumetti, non di più, e credeva che il fumetto si chiudesse tutto lì.
      Quando io tentavo di spiegargli che "sputavo sangue" su ogni mio singolo disegno, lui non capendone il significato mi rispondeva "Non è la tua strada il fumetto, un disegnatore di fumetti non deve sputare sangue sul proprio lavoro!"
      Non ero in grado di ribattere che il fumetto per me non era/è ripetere all'ossessione sempre gli stessi stilemi, ma sperimentarne anche di nuovi, tentare nuove strade e soluzioni... e che per fortuna esistono persone(non io) che ci "sputano il sangue" sopra, come G.DeLuca, S.Toppi, Alex Toth, Dino Battaglia, Walt Kelly,G.Buzzelli e tanti altri che hanno fatto sì che il fumetto si sia evoluto.

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  2. Invece a me sembra un bel ricordo!!!!!!!! Mi presti le tavole vado a fare qualche fotocopia nei prossimi giorni! Belle tavole!

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    1. Non credo che Francesca ne sarebbe felice!
      All'epoca mi ero lasciato con la "BIONDINA" che ho citato più volte, e mi godevo alla grande la libertà ritrovata.
      Io sono un "fedele"impenitente, ma tra una fedeltà e l'altra, mi devo sfogare....

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    2. La Francesca mi sa capire eh eh dai è tropppo brava!!
      Ti saluta!!

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  3. This is amazing, and ten years before I was born!

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    1. Thanks Dylan, was the third story I drew.

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