venerdì 2 marzo 2012

1980- SKORPIO #3 : "Il mio primo lavoro da PROFESSIONISTA"









































































Era  il 1979...mi ero tolto dalle "palle" il servizio di leva, avevo una bella ragazza bionda "ROSANNA", lavoravo in coppia con mio fratello grande allo studio da commercialista ,mentre con quello più piccolo, MICHELE  avevo un gruppo musicale...cosa mi mancava?...Pubblicare con continuità, coronare il sogno di diventare un disegnatore di fumetti professionista...alla fine mi decisi, misi nella cartellina tutti i disegni, le pagine a fumetti realizzati fino ad allora per divertimento e no, partii alla conquista del...l'EURA Editoriale, la quale fino a quel momento l'avevo sempre chiamato " Edizioni LANCIO"...All'epoca la casa editrice era più famosa per i fotoromanzi che per i fumetti... Evidentemente non mi volevano ricevere se feci una anticamera di otto ore...ma io mi ripetevo "QUI O SI FA IL FUMETTISTA, O SI MUORE!"...Vidi andare avanti e dietro ogni sorta di attore e attrice dei fotoromanzi...uno in particolare lo vedevo passare e ripassare...alla fine diventammo conoscenti e si sedette accanto a me , iniziammo a chiacchierare...Con lui ci parlavo talmente bene da essere un fiume in piena...spiegandogli i miei sogni...Si alzò e andò nell'ufficio di FERNANDO MERCURIO (L'allora direttore artistico di LANCIO-STORY e SKORPIO)...uscì dopo pochi minuti dicendomi "Fernando ti vuole parlare!" Ed ebbi le mie prime pagine di prova. L'attore mi aspettò chiedendomi come fosse andata e se mi occorresse un passaggio con la sua moto fino a casa...accettai...Quando arrivammo tutti gli sguardi erano su di me...forse per la mia aria da "FUMETTISTA PROFESSIONISTA"...una ragazza che non mi aveva mai preso in considerazione si avvicinò chiedendomi "Lo conosci?" ed io candido"Sì,. perchè?" e lei con i tipici gridolini delle fans in calore "Come perché?...E' FRANCO GASPARRI!!!!!" Per gli italiani che negli ultimi 35 anni sono stati su di un altro pianeta a vivere, spiego che Franco era il Top del Top dello Stra-Top degli attori dei fotoromanzi...
Feci le tre pagine di prova, le portai a far vedere, ma facevano a dir poco "SCHIFO"...Mercurio  volle credere in me(o a Gasparri?) dandomi una sceneggiatura di prova "Lo Sconosciuto", dicendomi," tu disegnala, se mi piace la pubblico, altrimenti come non detto!"... Ero al settimo cielo. All'epoca io lavoravo in coppia con mio fratello RINO, io alle matite e lui agli inchiostri...Dopo la quarta pagina divenne pesante proseguire,,,dovevamo sapere...andammo insieme da Fernando...Ci disse di proseguire...Lo terminammo...ci diede delle correzione....lo consegnammo, ci diede la seconda sceneggiatura...
Non ho mai saputo chi avesse scritto "LO SCONOSCIUTO" , all'epoca l'Eura editoriale aveva la politica di non far conoscere i collaboratori tra di loro, sulle sceneggiature i nomi e i recapiti degli scrittori venivano cancellati: Mi piacerebbe conoscere il nome(e se possibile anche la persona)dello sceneggiatore che mi tenne a battesimo...    ...to be continued...

P.S.
Ho scoperto solo ora: 15.03.2013, che nell'Agosto del 2011 è morto FERNANDO MERCURIO. Le mie più sentite condoglianze ai parenti e agli amici. Dopo la mia prima avventura con l'Eura Editoriale , non ebbi più modo di incontrarlo, anche perché lui era più propenso verso i fotoromanzi che ai fumetti... Eravamo coetanei... "CIAO FERNANDO, QUANTE LITIGATE... SPERO DI NON DOVERLE RIPRENDERE QUANDO CI RINCONTREREMO..."

57 commenti:

  1. Mario Uccella2 marzo 2012 11:08

    http://www.youtube.com/watch?v=RwnKrr5Cqwk
    Così, se qualcuno dei frequentatori di questo blog non lo ricordasse o non avesse manco idea di CHI sia stato Franco Gasparri, potrà farsene un'opinione. Magari non era un grande attore ma aveva presenza scenica, fascino e carisma. Altro che Raoul Bova di oggi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma la cosa più importante, divenne un mio "CARO AMICO"!!!!

      Elimina
    2. Mario Uccella2 marzo 2012 11:34

      Pensa che uno dei "numi tutelari" dei miei personaggi letterari è proprio lui. All'epoca, mia madre leggeva i fotoromanzi Lancio, tra i quali "Jacques Douglas" dove comparvero lui e Kirk Morris prima come "spalle" del protagonista (i personaggi si chiamavano Ken e Dan, e ricordavano molto Johnny Storm e la Cosa come interazione) e poi addirittura divennero titolari di una loro serie e persino di una serial a fumetti, pubblicato proprio su "Lanciostory" se non ricordo male (sapete, l'età avanza...) a riprova della popolarità degli attori. Gasparri era un vero idolo delle ragazzine dell'epoca, altro che Brad Pitt e George Clooney!

      Elimina
    3. Ma guarda che per le ex-ragazze della nostra età è ancora un MITO!

      Elimina
    4. Si ancora un mito, carriera stroncata da un incidente con la moto. Gli dei se la prendono con chi e' visibile e lui lo era troppo RIP Franco

      Elimina
  2. 'mazza!, è intrigante l'aneddoto del debutto!!!!

    Bova è un cane che abbaia, è molto più espressivo il mio bidet!!!!

    Lele

    RispondiElimina
  3. a me personalmente interessa più il personaggio in copertina che l'attore!!!!!! comunque è una storia molto particolare ,sicuramente una bella esperienza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me interessava di più Francesca...ooops scusate... Ornella Muti, che ho conosciuto con la sorella...

      Elimina
    2. Mario Uccella2 marzo 2012 11:35

      E pensa te che io trovavo molto più intrigante la sorella della "diva" Francesca Romana...

      Elimina
    3. Io essendo di "BOCCA BUONA" mi accontentavo...

      Elimina
    4. Mario Uccella2 marzo 2012 11:46

      E come si dice "chi si contenta gode"...

      Elimina
  4. Comunque mica male come prova da debuttante, ci sono soluzione visive (pagina 7) che sarebbero state adottate solo una decade dopo.

    Lele

    RispondiElimina
  5. Se non ho sbagliato i conti, nel '79 avevi 18 o 19 anni. Beh, come tua prima prova professionale, bisogna dire che non è affatto male. Un buon tratto con una serie di inquadrature che sarebbero diventate poi il tuo cavallo di battaglia. Peccato solo per i colori :)

    Risalire a quello sceneggiatore sarà impresa assai ardua. Ma ci sarà una memoria storica ancora in attività all'Eura, no? Ops, volevo dire Aurea.

    Però come si fa ad avere Gloria Guida in copertina e non citarla lì stesso? Misteri della fede.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne avevo 22 di anni...gli inchiostri, perciò il tratto erano di mio fratello. Allora la premiata ditta si firmava:"PINO & RINO RINALDI".
      Penso che la memoria storica si sia persa quando la LANCIO e l'Eura si sono scisse definitivamente in due società distinte e separate...credo che lo sceneggiatore de "LO SCONOSCIUTO" sia anche uno di quelli dei fotoromanzi...spesso da loro accadeva questo inter-scambio.
      Comunque trovo che molti dei liberi da me disegnati in quell'epoca erano ben scritti, peccato per il disegno...

      Elimina
  6. Ah, ok. Nel tuo post ho letto che tu eri alle matite e avevo capito che così fu anche per questa storia. Ciò non toglie che ci sono alcuni tuoi "segni" riconoscibilissimi.
    Come volevasi dimostrare, ho sbagliato i calcoli. Se sei del '57, bastava fare 2+2 con un po' più di attenzione :)

    RispondiElimina
  7. C'è il PINO RINALDI embrionale...la personalità era forte fin da allora, ma essendo completamente autodidatta, veniva indirizzata male...e poi loro volevano togliermi proprio quello che sarebbero diventai i miei punti di forza...

    RispondiElimina
  8. "qui o si fa il fumettista o si muore!"..
    sei mitico!! ah ah ah.. sei un esempio da seguire per coraggio, determinazione e perseveranza..

    belle le tavole.. già ti divertivi con particolari e piacevoli soluzioni grafiche eh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se sono ancora qui a fregiarmi di fare questo lavoro è solo grazie al CORAGGIO, la DETERMINAZIONE e la PERSEVERANZA...su "BELLE TAVOLE" avrei qualcosa da ridire, ma che c'era una ricerca del "NON VISTO", questo lo ammetto...

      Elimina
    2. "belle le tavole" per quello che rappresentano! (..ma anche per quello che sono! a parte qualche tratto immaturo, alcuni disegni sono belli e basta! :)

      Elimina
    3. E poi sarei io il "PERSEVERANTE"...!

      Elimina
  9. Il mitico Franco Gasparri... si dice che fosse di un'umiltà stupefacente nonostante il grande successo. Ma fu anche terribilmente sfortunato.

    Non ho mai saputo se il Kirk Morris con cui faceva coppia fosse lo stesso che recitava nei peplum degli anni '50/'60, ma mi sembra improbabile.

    All'epoca che hai ricordato la redazione Eura/Lancio doveva essere veramente al suo top!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Erano sulla Via TIBURTINA, con tanto di studi di posa...spesso quando uscivo per tornare a casa, torme di ragazzine mi chiedevano l'autografo convinte che fossi un attore di fotoromanzi...le prime volte specificavo di essere solo un disegnatore, ma loro non ci credevano, dicevano che mi riconoscevano...alla fine firmavo i foglietti di carta giustificando :"COME ANTICIPO...!"
      Io invece sapevo che il Kirk Morris dei fotoromanzi è lo stesso dei film di Maciste e del film di Totò "ARRANGIATEVI",a quell'epoca era grande di età...
      Tra me e Franco nacque da subito della simpatia, credo a pelle. Dopo i primi cinque minuti di chiacchiere, mi sembrò di conoscerlo da sempre...Lo ricordo come una persona molto disponibile e simpatica...poi scoprii che non lo era con tutti...essendo abbastanza selettiva(e faceva bene!)...Credo non avrebbe mai sospettato che si sarebbe parlato di lui in un blog dedicato al fumetto.
      Ricordo che poco prima dell'incidente avesse(o dovesse) firmato per girare dei film più impegnati di "MARK il POLIZIOTTO"...non era male come attore,purtroppo non ebbe il tempo per dimostrarlo...Ciao Franco, con affetto Pino.

      Elimina
  10. Belle tavole e giustamente un po' "acerbe",anche se per quel periodo mi sembrano un passo avanti.ho visto di peggio in vecchi fumetti,ripeto,i tuoi disegni erano gia' ottimi....e sempre da Autodidatta.

    RispondiElimina
  11. Invece in redazione le guardavano "SCHIFATE"...non capivo mai che cosa non andasse bene...non si sprecavano a spiegare...mi sentivo un incapace sempre sull'orlo di gettare la spugna... una volta RUGGERO GIOVANNINI, storico art-director dell'EURA, mi consigliò di "CAMBIARE MESTIERE!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mario Uccella3 marzo 2012 10:35

      Questo dimostra che alle volte anche i "grandissimi" come Giovannini prendono delle cantonate madornali...

      Elimina
    2. Concordo sul cambiare,ma sulla casa editrice.Forse si sara' ricreduto?io penso di si.

      Elimina
    3. GIOVANNINI non si ricredette mai, io e lui spesso litigavamo sulla grandezza artistica di GIANNI DE LUCA...secondo me, non riusciva a vedere(artisticamente) al di la del proprio naso...e poi non aveva il rispetto del lavoro altrui...una volta con la penna bic fece dei segnacci sui miei originali...non ci vidi più!" E che sarà mai, non sei mica LEONARDO!"Mi disse piccato, ed io..."e lei non è certo MICHELANGELO!"...per lui il massimo dell'arte nel fumetto era COPIARE, COPIARE e COPIARE...

      Elimina
    4. lascia stare questi sono casi disperati.Orgoglioso e presuntuoso c'e' anche la rima

      Elimina
    5. Forse tra di noi non c'era il "FEELING"...oppure avevamo due concezioni del fumetto diverso...lui riteneva(in senso dispregiativo), GIANNI DELUCA un autore da "PREMIO"...come tale non degno d'essere preso come modello!...Come se l'aver preso lo YELLOW KID, fosse disdicevole per un autore di fumetti...cose se il lavoro di DELUCA fosse più mirato al premio che al cuore dei lettori...

      Elimina
    6. Mario Uccella3 marzo 2012 19:50

      Cosa avrebbe detto di Magnus, allora? Snobbato per anni dalla critica e amatissimo dal pubblico, che lo Yellow Kid non l'ebbe mai?

      Elimina
    7. Ne avrebbe parlato bene...proprio per non aver vinto "PREMI"...Era convinto che un vero e sano autore di fumetti non potesse vincere premi...allora non lo sapevo...ma poi quando vinsi lo YELLOW KID, capii di non essere un "VERO e SANO AUTORE di FUMETTI"!...Non si puà avere tutto dalla vita...

      Elimina
  12. Mi intrometto in questa discussione solo per condividere con voi la mia gioia di aver trovato e acquistato oggi l'albo "Omega" edito da Lo Vecchio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In che senso "trovato"? Regolarmente fornito da fumetteria o altro rivenditore dopo averlo ordinato oppure trovato per caso in giro per fiere et similia? Perchè io l'ho ordinato tempo fa e mi deve ancora arrivare... e alla fumetteria dove l'ho ordinato le ultime uscite sono arrivate l'altro ieri...

      Elimina
    2. Ancora non ti è ARRIVATO?!...Ricordo ne avevi parlato quando postai OMEGA nel blog... Hai fatto la richiesta, in questo sito? http://www.comicsclub.net/store/...Riscrivi all'attenzione di FERDINANDO LOVECCHIO, dicendo che sono io a chiederti di rivolgerti a lui...poi fammi sapere tramite la mia email...ciao Luca e scusa,anche se è imperdonabile!

      Elimina
    3. Ma si può ordinare SOLO con questo sistema? Sento anche in fumetteria cosa mi dicono.

      Elimina
    4. Temo di sì! Lo Vecchio , credo se lo voglia distribuire da solo, tramite il web ed il suo circuito librario...ma io quando glielo diedi per stamparlo non lo sapevo...Pensa dopo una decina d'anni di clausura mi ripresentai a LUCCA COMICS & GAMES per presentare il libro...e gli addetti della manifestazione seppero della mio intervento la mattina che arrivai...non si potette nemmeno allestire una mia personale sul personaggio...

      Elimina
    5. Trovato per caso in uno stand a Roma Comics.
      Non c'è stampato il prezzo ed il tipo dello stand mi ha detto di essere il figlio dell'editopre, così l'ha chiamato al telefono per farsi dire quanto costasse!

      Elimina
  13. Invece non ti intrometti:
    OMEGA venne concepito, scritto, disegnato e colorato in quegli anni...la stampa invece solo un paio d'anni fa! Grazie Gianni!

    RispondiElimina
  14. Scusa la domanda indiscreta, Pino, ma all'epoca l'Eura pagava bene?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Indiscreta per me...o per loro?...
      Come potrei risponderti...?...per gli standard dell'epoca bene...niente a che vedere paragonata all'ultima Eura...

      Elimina
    2. Insomma, quelli erano veramente tempi floridi per i fumetti! Non a caso hanno prodotto pure Saudelli, Cossu, Rotundo, Ferrandino, ecc.

      Elimina
    3. Si lamentavano che c'era la crisi nel fumetto, ma non era nulla rapportato a quello che avviene oggi...A quei tempi gli editori davano fiducia ai giovani principianti...ora invece?...Capisco chele vendite si siano ridotte drasticamente...ma se non si immette linfa nuova il mercato sarà destinato a morire...

      Elimina
    4. di crisi del fumetto parlavano già negli anni '60 su Linus, Horror e Sgt. Kirk!

      Elimina
    5. Per gli editori ad ogni inflessione del mercato il fumetto è in crisi.Quando da un milione e duecentomila copie vendute si passò a un milione...da un milione a ottocentomila...da ottocentomila a seicentomila...e così via...fin ad ora che la crisi fa gridare al successo quando arrivi alla "PUNTA DI PAREGGIO",

      Per chi non lo sapesse la "PUNTA DI PAREGGIO" sarebbe, quando si vende il giusto per andare in paro(pareggio) con tutte le spese...in parole povere non si perde, ma nemmeno si guadagna.
      Un mercato falso e al collasso.Destinato purtroppo...a ...morire... Se all'epoca, invece di gridare alla crisi, si fosse provveduto, probabilmente non saremmo i queste condizioni...AMEN...

      Elimina
    6. Mario Uccella4 marzo 2012 01:34

      Gli editori, di fumetti o di libri, badano SOLO ai soldi! E' il loro credo, il loro UNICO Dio. E qualsiasi cosa, libro o fumetto, che non li faccia guadagnare ma perdere diventa una iattura. Ecco perché il fumetto è in crisi da decenni. In questo modo tengono il coltello dalla parte del manico e possono permettersi di pagare gli autori una miseria perché c'è la crisi, i fumetti non vendono...

      Elimina
    7. Sono d'accordo con te, gli EDITORI amano il vile denaro, forse è anche giusto...ma mi sembra un controsenso alimentare la crisi per mantenere bassi i compensi dei collaboratori..così non amano i soldi, ma odiano gli operatori del settore!

      Elimina
    8. Mario Uccella4 marzo 2012 09:55

      "I disegnatori non è gente". Sai meglio di me chi l'ha detto e dove lo ripetono come un mantra.

      Elimina
    9. Spezzo un paio di lance in favore degli editori, che DEVONO produrre utili (come società dovrebbero pure averlo nello statuto costitutivo). Inoltre senza editori "professionisti", cioè senza una base di conoscenze e competenze specifiche, come farebbero gli autori a confezionare, promozionare e distribuire i loro lavori? A farlo in modo da renderlo un lavoro, intendo: poi alle fiere uno può anche andarci con fotocopie e provare a piazzarle ai passanti uno per uno.
      E' un po' come nel mondo dell'arte: non sarebbe meraviglioso se un pittore potesse vendere direttamente al collezionista senza l'intermediazione della galleria? Ma, semplicemente, è impossibile.
      Seconda lancia: in varie occasioni diversi editori si sono presi l'onere di produrre opere che erano in perdita, facendo un buco nel bilancio ma proponendo meritevolmente prodotti di qualità. Magari solo per appuntarsi un fiore all'occhiello, però lo hanno fatto.

      Elimina
    10. Mario Uccella4 marzo 2012 11:29

      Sarebbe un discorso bellissimo, in favore degli editori, se questi REINVESTISSERO gli utili per "osare", proponendo cose nuove, progetti originali, invece di seguire una strada di successo come fosse la nuova corsa all'oro, per sfruttare il filone finché non si esaurisce...
      In quanto a editori "mecenati" ne ho conosciuto uno solo, Renzo Barbieri, che pagava Magnus con i soldi dei porno al solo scopo di "appuntarselo" come fiore all'occhiello. E il Mastro lo ripagò con Necron.

      Elimina
    11. Per assurdo concordo con tutti e due...

      Elimina
    12. Non è poi tanto assurdo, in fondo anche l'orticello del fumetto italiano è assai variegato e puoi trovarci un po' tutte le situazioni.

      Barbieri mecenate di Magnus? Forse. So che lo apprezzava moltissimo ma a fronte di una Compagnia della Forca in caduta libera gli aveva pure prodotto altri fumetti da oltre 75.000 copie di venduto a numero (forse Lo Sconosciuto? Non ho i dati sotto mano, ma lo scrivevano chiaramente in uno dei recenti volumoni di Magnus della Rizzoli-Lizard). Forse però per l'epoca 75.000 copie erano comunque poca cosa e di sicuro Barbieri aveva una grande passione per Magnus.

      Negli anni '90 la Comic Art fece il possibile per mandare avanti i fumetti Vertigo, con buone confezioni e prezzi stracciati, ma dovette arrendersi dopo poco più di un anno. L'Eura a suo tempo fece un buco miliardario (di lire, chiaro) pur di pubblicare il mensile di Cybersix, che difatti alla fine divenne bimestrale per contenere le perdite. E avrebbero continuato a rimetterci se non ci fosse stata la querelle con Trillo.

      La situazione "illuminata" che auspichi tu, e con te tanti altri, è praticabile solo da realtà che abbiano le spalle più che coperte, gruppi editoriali mastodontici che possono permettersi di bruciare miliardi (anche di euro, in questo caso). La Rizzoli-Milano Libri andò costantemente in rosso con la rivista Corto Maltese eppure continuò a produrla per dieci anni. Bepi Zancan con l'altra storica rivista Il Mago potè fare quello che voleva, tanto la Mondadori aveva così tante attività più redditizie che poteva benissimo ignorare quel settore. Ma poi purtroppo alla fine se ne accorse. Florenzo Ivaldi, poi, si fece addirittura la "sua" rivista su misura pagando una follia Hugo Pratt.

      Come scriveva Max Bunker su Eureka, perchè gli editori dovrebbero rischiare con cose innovative se gli autori di questi fumetti che cambieranno il mondo non ci credono a sufficienza da mettersi in società (quando scriveva c'erano le cooperative...) per produrseli direttamente loro come meglio credono?

      Io sinceramente "filoni" non ne vedo, ancora meno redditizi... fai riferimento a qualcosa in particolare? Anni e anni fa c'era la moda di copiare Bonelli, da cui i filoni horror, polizieschi (qualcuno ricorda Balboa della Play Press?), fantascientifici e le protagoniste femminili ma oggi le vacche sono talmente magre che non ci sono più nemmeno quelli. Mi pare anzi che gli editori stiano, al contrario, scandagliando il settore in cerca di un nuovo modo di proporre i fumetti: la BD con i francobelgi da edicola, l'Aurea con Alice Dark, la Panini con gli integrali dal formato insolito...

      Elimina
  15. Discorso davvero interessante, quello di Uccella e Lorenzon. Purtroppo però non credo che reinvestire per "osare" nuove strade significhi essere poi premiato.
    Se tanti editori si accodano alle mode del momento è anche perchè, credo, in questo momento storico (gli ultimi 10 anni!!!) è anhe uno dei pochi modi perchè rientrino davvero dei soldi. Si può osare davvero tanto o tantissimo, essere riconosciuti come grandi sperimentatori del mezzo, ma ciò non toglie che oggi, a differenza di ieri, c'è meno gente che legge e il mercato, al contrario, offre molto di più. E qui si arriva anche alla questione degli editori che cercano di fare soldi. Io, al contrario, penso invece che tanti editori siano, quando va bene, dei veri e propri masochisti. Se di base si cercano soldi, si investe in un settore dove sai che potresti farne. Se parti come editore di fumetti significa che, alla base, c'è comunque una forte passione.
    Che poi il lavoro di disegnatori e sceneggiatori come Pino sia sottopagato, questo è un dato di fatto, per carità.
    Però nessuno ha la sfera di vetro per investire in un'idea vincente. Nessuno sa dove si sposta il mercato (in continuo movimento ed evoluzione) e non mi sembra di ricordare in particolare risultati di vendita eclatanti, negli ultimi anni. Nessuno dal quale prendere stimoli o esempi. Nessuno che si sia immolato ad una giusta causa. Quindi, o sono tutti brutti o tutti cattivi.

    Naturalmente è un pensierino molto personale e potrei sbagliarmi. Ma mi viene da riflettere sulla cosa da quando anche i grandi del fumetto italiano non fanno più cifre da capogiro (non che ne abbiano mai fatte, a parte rare eccezioni).

    E' tanta, tanta questione di fortuna.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo discorso è molto giusto...ma ha un piccolo neo, il 99% degli editori di fumetti italiano è gente impreparata che di improvvisa editore...come non basta (e questo accade sempre più di sovente) essersi letto tutta la collezione di Dylan Dog per essere critici o esperti di fumetto, lo stesso dicasi per l'editore...Aiutatemi ho un vuoto di memoria, ma a parte Sergio Bonelli, chi altro è adeguatamente preparato?...

      Elimina
    2. Sono d'accordo. Purtroppo, però, credo che anche il fatto di essere preparati, non vuol per forza dire rispettare certe dinamiche.
      Qualcuno secondo me c'è, ma si occupano quasi tutti di un certo tipo di fumetto che paga ancora meno di quello popolare. Coconino Press, Tunuè, la Comma 22 di Brolli. Le edizioni IF e Gianni Bono sono MOLTO preparati, ma purtroppo si occupano di ristampe del bel fumetto che fu. E sarei stato portato a citare anche i tipi della Aurea, vista la varietà dell'offerta.

      Elimina
    3. Forse con "preparati" Pino intendeva persone con il giusto know how economico ed editoriale, non dei profondi conoscitori del fumetto.

      Comunque il 99% degli editori mi sembra una percentuale esagerata... anche perchè in Italia ci saranno meno (molte meno, credo) di 50 case editrici di fumetti medie/grandi! Avevo provato a farne una lista per un corrispondente argentino e a fatica, con Anteprima e simili sotto gli occhi, sono arrivato alla trentina.
      Secondo me nella lista delle virtuose puoi mettere anche Star (che ammetto di non conoscere bene), Aurea e Panini.

      Elimina
    4. Forse il 99% sarà esagerato, non ce ne sono nemmeno cento di editori di fumetto in Italia...FLORENZO IVALDI mi diceva che l'editoria era in mano ai costruttori edili, i quali avendo due soldi da investire e per darsi un'aria "culturale", potevano affermare di essere "editori". Non posso esprimere pareri sulla preparazione di alcuni editori da voi citati...o ci lavoro, o li conosco o... non si sa mai...

      Elimina
  16. Ah, che storia! Questo si che è un inizio. Bell'insegnamento.

    RispondiElimina